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Da Napoleone al Risorgimento

Da Napoleone al Risorgimento

Con l’avanzata di Bonaparte e l’abbattimento dei portoni del ghetto, nel luglio del 1797, finì la segregazione. Con il ritorno degli austriaci, dopo Campoformio, gli ebrei non furono più costretti ad abitare in un quartiere separato: potevano comperare immobili ed esercitare libere professioni, prestare servizio militare, frequentare scuole pubbliche ed essere assunti in pubblici impieghi, così come entrare a far parte di istituzioni culturali.

L’età dell’emancipazione vide gli ebrei in prima fila nei moti risorgimentali, fino ad offrire alcuni ministri alla Repubblica veneta di Daniele Manin: Isacco Pesaro, Jacopo Treves e Leone Pincherle (oltre al cospiquo sostegno finanziario). Il più illustre rappresentante della comunità veneziana, il rabbino Lattes, invitò addirittura i propri correligionari ad arruolarsi nella Guardia civica.

Con l’annessione del Veneto al regno d’Italia, nel 1866, la storia degli ebrei veneziani divenne simile a quella di tutte le comunità della penisola. Negli anni dell’Ottocento molte famiglie abitavano ormai fuori dal ghetto, che rimaneva però il fulcro della vita comunitaria (vi si trovavano un asilo, una scuola, il circolo Cuore e Concordia, una casa di riposo per anziani, un forno per la fabbricazione delle azzime).

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