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Notizie Giorno della Memoria - cerimonia ufficiale al Malibran
30Gen2012

Giorno della Memoria - cerimonia ufficiale al Malibran

Una sala gremita di spettatori ha accolto la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria domenica al teatro Malibran di Venezia. In apertura gli interventi del sindaco Giorgio Orsoni  e del presidente della Comunità ebraica di Venezia, Amos Luzzatto, che, dopo avere espresso il proprio ringraziamento al Sindaco per le sue parole e al numeroso pubblico presente, soprattutto a quei giovani che hanno voluto solidarizzare con la Comunità ebraica in questa occasione di ricordo, ha voluto insistere su due aspetti della giornata.


Il primo è quello di insistere sul fatto che questa Comunità è una parte integrante della società, della cultura e della storia di Venezia e che la persecuzione razzistica  è stata una ferita dolorosa per tutta la città.
Il secondo aspetto deriva da una lettura delle parole del filosofo ebreo tedesco Adorno, il quale ha tristemente segnalato che le civiltà più evolute coltivano nel loro seno i germi della propria distruzione con la violenza. Così è stato per l’Europa nel secolo scorso. A questo proposito ha citato la fine di quella che è stata chiamata la sintesi ebraico-tedesca; secondo un’opinione corrente, questa esperienza fu un fallimento, come dimostrato dalla storia stessa della Shoah. Al contrario, l’oratore afferma che essa aveva raggiunto risultati a tal modo significativi da esigere, per contrastarla e per cancellarla, non tanto una alternativa culturale quanto solo una risposta violenta e barbara.
Ne deriva che sia attuale il problema di una prevenzione di quella violenza che mira ancora oggi a minare alla base qualsiasi confronto culturale con popoli, religioni, lingue e costumi diversi dai nostri.
Tutto questo esige di insistere su uno strumento che parli alle nuove generazioni per impedire fin d’ora il ripetersi degli orrori del secolo scorso. Questo strumento è essenzialmente l’educazione.
Ma educare non significa indottrinare, condizionando secondo uno schema prefissato le coscienze e i comportamenti; educare significa per prima cosa contribuire a far maturare le menti, offrendo loro gli strumenti per confrontarsi con gli altri e ragionare criticamente, pur conservando un atteggiamento di rispetto reciproco e di una sana curiosità. Questo è il compito che ci dobbiamo assumere  nei confronti delle nuove generazioni le quali, nelle incertezze del presente, cercano ancora una strada valida per il loro futuro, per un futuro nel quale esse possano sperare.
Le celebrazioni sono continuate poi con lo spettacolo-concerto “Shoah, la musica racconta": progetto accademico del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto da un’idea di Lia Levi Minzi che ha proposto musiche di Haendel, Schulhoff, Ullmann, Krasa inframezzate da letture e testimonian che raccontano l'emarginazione, la fuga, lo sterminio.

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

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