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Museo Ebraico

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Tag: Comunità Ebraica
19Nov2014

Preghiera alla sinagoga Levantina per commemorare le vittime di Gerusalemme

Una preghiera per ricordare le vittime del vile e crudele attentato perpetrato da terroristi palestinesi che, nel pieno disprezzo delle elementari norme che dovrebbero guidare ogni persona che dichiara di essere figlio di Abramo, hanno assassinato persone inermi mentre erano raccolte in preghiera. Dopo il momento di raccoglimento si è tenuto un Limmud di a rav Menachem Genack, Direttore generale della orthodox Union, amico di uno dei rabbini assassinati nella Sinagoga a Gerusalemme.

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Tags: Bruxelles Comunità Ebraica CoopCulture Jewish Community Museo Ebraico Venezia Venice

12Set2014

Storia ed esperienza personale

La parashà di Ki tavò inizia con la mizvà della presentazione delle primizie al Tempio di Gerusalemme. Ora tutti sappiamo che la festa delle primizie è Shavuoth e quindi stupiscono due fatti: Il primo: la dichiarazione della persona all’atto in cui consegna il cesto con la frutta che, anziché fare riferimento al Dono della Torà, parla della schiavitù egiziana e dell’uscita dall’Egitto; Il secondo: il testo della dichiarazione è stato utilizzato dai Maestri per mettere in pratica la mizvà della Agadà, per raccontare la storia della schiavitù e dell’uscita dall’Egitto In effetti, ciò che caratterizza questo testo è il fatto che l’ebreo dichiara in prima persona (Higgàdti) che è arrivato alla terra che il Signore ha promesso ai padri, e quindi racconta la storia della schiavitù e della liberazione come qualcosa che riguarda non il passato, ma il suo presente. Tra il raccontare la storia utilizzando il libro dell’Esodo e questa breve dichiarazione - si tratta di soli quattro versi! - i Maestri hanno preferito una testo in cui l’ebreo potesse ricondurre tutto alla sua esperienza. Quando scende nel suo campo per raccogliere le primizie, l’uomo corre il pericolo di pensare che i prodotti della terra siano dovuti solo al suo lavoro e non alla costante cura da parte dell’Alto. Anche la storia dell’uscita dall’Egitto potrebbe essere intesa come prodotta da opera esclusivamente umana. Ebbene, la liberazione dall’Egitto, è dovuta alla Presenza e alla proprietà nella natura: portando le primizie, si riconosce che tutti i prodotti della terra appartengono al Signore e che ci sono stati dati solo in concessione. In sintesi: solo una percezione personale e attualizzata dell’uscita dall’Egitto, accompagnata dalla consapevolezza che siamo usciti anche con l’aiuto del Signore, può fare da base alla creazione di un testo così importante e fondante come quello della Agadà e di Pèsach.

Rav Scialom Bahbout

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Tags: Comunità Ebraica Jewish Community Rav Scialom Bahbout Torah Venezia Venice

11Set2014

Giornata Europea della Cultura Ebraica 2014: Donna Sapiens

COMUNICATO STAMPA

Giornata Europea della Cultura Ebraica 2014: Donna Sapiens

Domenica 14 settembre l'Europa è pronta per il consueto appuntamento con la Giornata Europea della Cultura Ebraica quest'anno dedicata alla figura femminile nell'ebraismo. Per il quindicesimo anno consecutivo si offre, a quanti lo desiderino, un diverso spunto per accostarsi al mondo ebraico, quest'anno sarà la Donna e come l'ebraismo con essa si rapporta, il filo conduttore che unirà oltre 69 paesi europei.

Tra gli eventi in programma a Venezia, in mattinata, alle 11,00 sala Montefiore, l’apertura della giornata con i saluti del presidente della Comunità Ebraica, Paolo Gnignati, e della vicepresidente CoopCulture, Cristiana Del Monaco e una prolusione del rabbino capo di Venezia, Scialom Bahbout.

A seguire tavola rotonda dal titolo Donne Ebree/Ebree donne. Un intrecciarsi di voci femminili nel raccontare che cosa voglia essere donna ed ebrea secondo diversi punti di vista, voci assolutamente laiche e voci profondamente religiose, voci di giovani e di persone più mature, veneziane stanziali o in moto e non veneziane. A raccontarsi al pubblico saranno Lia Tagliacozzo, Susanna Calimani, Manuela Fano, Bessie Garelik, Grazia Gualano, a moderare il confronto, Dora Sullam.

Come ogni anno Comunità e CoopCulture offrono al pubblico diverse opportunità di visita aprendo le sinagoghe Levantina, Tedesca e Canton, il Museo ebraico con la sua Sukkà ottocentesca e la mostra Donne ebree dell'Italia unita a cura del CDEC con allestimento di Francesco Trevisan Gheller dalle 10,00 alle 21,00. Mentre i cimiteri antico e moderno del Lido saranno visitabili alle 9,30 grazie ad una straordinaria visita a cura di Aldo Izzo.

Per approfondire il tema dell'ebraismo al femminile alle ore 11.30 visita guidata Dalla parte delle donne (visita ai matronei delle sinagoghe); alle 12,00 visita guidata al miqwè (bagno rituale) e alle 12,30 itinerario monografico all'interno del museo; gli stessi itinerari saranno ripetuti nel pomeriggio rispettivamente alle 16,30, 17,00 e 17,30.

Non mancheranno le attività per i bambini e per le famiglie. La mattina presso l'aula didattica alle ore 11,00 La bella storia della regina Ester, laboratorio dedicato ai bambini dai 3 agli 8 anni che permetterà di conoscere la storia della regina e di come salvò il popolo ebraico e di produrre un oggetto a tema; mentre nel pomeriggio alle 17,00 sempre in aula didattica Lo Shabbat al femminile, laboratorio dedicato alle famiglie, farà lavorare insieme grandi e piccini scoprendo la festività dello Shabbat da uno speciale punto di vista . Alle 18, inaugurazione mostra Donne Ebree dell'Italia unita, curata dal CDEC, con l’intervento di Enrico Levis, consigliere della Comunità Ebraica di Venezia con delega alla cultura.

In serata si terrà come di consueto lo spettacolo conclusivo, alle 21.00 in campo di Ghetto Novo ....E Miriam prese in mano il tamburello, spettacolo con Miriam Camerini, Valeria Perdonò, musiche di Delilah Guntman. Poco prima dello spettacolo alle 19.30 Miriam Camerini converserà con il pubblico. La caffetteria kasher del museo resterà straordinariamente aperta al pubblico fino alle 21,00 per permettere a chi vorrà di cenare.

La grande novità di quest'edizione veneziana sta però nell'ampliamento del programma che oltre a domenica prevederà sabato 13 in campo di Ghetto Novo una lectio del rabbino capo Scialom Bahbout, I dieci comandamenti nella società odierna e lunedì 11 dalle 9.30 alle 17.30 presso l'aula didattica in Cannaregio 1107, Le radici delle mie radici, a cura di Hora Aboaf corso di ebraico attraverso le radici delle parole con lettura di testi sacri. Una lezione introduttiva al corso sarà tenuta da Hora Aboaf in sala Montefiore domenica 14 alle ore 17.30 Per gli itinerari tematici e il corso i posti sono limitati a trenta persone.

Tutte le iniziative sono gratuite, per gli itinerari tematici e lo spettacolo è richiesta la prenotazione scrivendo una mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Per l’appuntamento, come ogni anno non sono mancati il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Venezia e del Comune di Venezia.

Per il programma completo della manifestazione: www.museoebraico.it , www.jvenice.org


Venezia, 11 settembre 2014 / mz-mc

 

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Tags: Comunità Ebraica Ghetto di Venezia Giornata della cultura ebraica Jewish Community Venezia Venice

02Set2014

Giornata Europea della Cultura Ebraica 2014: il programma di Venezia

13 SETTEMBRE

12.00 Lectio di rav Scialom Bahbout: I dieci Comandamenti nella società odierna; campo di Ghetto Nuovo

14 SETTEMBRE

9.30 - Visita guidata gratuita all’antico cimitero ebraico del Lido a cura di Aldo Izzo

10.00 - 19.00   Museo e sinagoghe aperti; Campo di Ghetto novo e campo di Ghetto vecchio

11.00 -  Saluto autorità e prolusione giornata; sala Montefiore

11.00 - Laboratorio per bambini dai 3 agli 8 anni La bella storia della regina Ester; cannaregio 1107

11.30 - Tavola rotonda Donne ebree / Ebree donne; sala Montefiore

11.30 - Dalla parte delle donne, partenza itinerario dal museo ebraico

12.00 - Visita al miqwè, partenza dal museo ebraico

12.30 - Itinerario museale al femminile, museo ebraico

16.30 - Dalla parte delle donne; partenza itinerario dal museo ebraico

17.00 - Lo Shabbat al femminile laboratorio didattico per famiglie, cannaregio 1107

17.00 - Visita al miqwè, partenza dal museo ebraico

17.30 - Itinerario monografico museale, museo ebraico

17.30 - Lezione introduttiva al seminario del 15 settembre: "Introduzione alla lettura dei testi sacri attraverso le radici delle parole ebraiche" con Hora Aboaf

18.00 - Inaugurazione Mostra: Donne ebree dell’Italia Unita a cura di CDEC, Museo ebraico

19.30 - Conversazione con Miriam Camerini; Campo di Ghetto Novo

19.00-21.00 apertura caffetteria kasher per aperitivi e piatti tipici

21.00 ...e Miriam prese in mano il tamburello spettacolo con Miriam Camerini, Valeria Perdonò, Musica: Delilah Guntman; Campo di Ghetto Novo

 

15 SETTEMBRE

9.30-17.30    Seminario: "Introduzione ai testi sacri attraverso le radici delle parole ebraiche" con la Dott.ssa Hora Aboaf per 30 persone previa prenotazione all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

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Tags: Comunità Ebraica Ghetto di Venezia Giornata della cultura ebraica Jewish Community Venezia Venice

07Ago2014

La Comunità Ebraica di Venezia incontra il nuovo questore

Questa mattina il presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Paolo Gnignati, accompagnato dal vicepresidente Giuseppe Salvadori, ha incontrato il nuovo questore di Venezia, Angelo Sanna.

Occasione dell'incontro, oltre al benvenuto ufficiale per il questore appena insediatosi, anche i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto indirettamente la Comunità a causa delle esternazioni antisemite dell'Imam di San Donà di Piave, Abd Al-Barr Al-Rawdhi per il quale è stata disposta l'espulsione dal ministro degli Interni, Angelino Alfano.

Il presidente della Comunità ha ringraziato il questore e il ministro Alfano per l'esemplare decisione e la solerzia nell'intervenire: "Il reciproco riconoscimento costituisce la base del percorso di necessario dialogo e conoscenza tra culture e componenti diverse della società - ha affermato Gnignati - ed è l'unico modo per risolvere i conflitti e consentire un progresso in cui ci sia spazio per tutti. Ringrazio il ministro, il questore e le forze dell’ordine che hanno concretamente presidiato, nell’interesse di tutti, questo prezioso valore ".

Venezia, 7 agosto 2014/ mc

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Tags: Comunità Ebraica Ghetto di Venezia Giuseppe Gesuà sive Salvadori Jewish Community Paolo Gnignati questore Angelo Sanna Venezia Venice

04Lug2014

Preghiera in Ghetto per ricordare di Eyal, Gilad e Naftali

Ieri sera in Ghetto Nuovo la preghiera in ricordo dei tre ragazzi israeliani uccisi. Alta la partecipazione, tra il pubblico oltre al presidente Paolo Gnignati, ai membri del Consiglio della Comunità Ebraica di Venezia e al rabbino capo Rav Scialom Bahbout, anche il prefetto Domenico Cuttaia che ha voluto essere presente in segno di solidarietà.

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28Mag2014

Gli ebrei di Venezia in omaggio alle vittime di Bruxelles: il Museo Ebraico apre contro la violenza

Domani giovedì 29 maggio dalle ore 19.30 alle ore 22.00 il Museo Ebraico di Venezia sarà aperto gratuitamente al pubblico in segno di solidarietà con la comunità ebraica del Belgio e con le famiglie delle vittime dell’attentato di Bruxelles.

A seguito del tragico evento di sabato al Museo Ebraico della capitale belga, la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia ha rivolto ieri un appello ai Musei ebraici italiani affinché aprissero le loro porte, accogliendo gratuitamente tutta la cittadinanza in un giorno di questa settimana, immediatamente precedente a quella in cui ricorrono sia la celebrazione della festa della Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo sia la Festa ebraica di Shavuot, giorno in cui venne concessa la Torah al popolo ebraico.

Il Consiglio della Comunità, affiancata da Coopculture da anni impegnata nella gestione del museo, accogliendo tale appello testimonia così nel luogo di conservazione e diffusione della storia, della identità e della cultura ebraica, la profonda solidarietà alle vittime del crimine perpetrato e il suo impegno alla costruzione di un futuro in cui libertà, giustizia e pace siano effettivamente valori condivisi non più gravemente minacciati da attentati come quello occorso a Bruxelles. Questa iniziativa si svolge in contemporanea con l'apertura dei musei ebraici di Firenze, Siena, Bologna, Livorno, Milano, Ferrara.

 

Venezia, 28 maggio 2014/ mc

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25Apr2014

25 aprile a Venezia - la 69a celebrazione ufficiale in campo di Ghetto

“È difficile pensare oggi come - solo un anno prima della Liberazione, 70 anni fa appunto - a partire dalla notte del 5 dicembre ‘43 - Venezia avesse visto la frenetica caccia agli ebrei dalle loro case e dalla Casa di ricovero, con l’arresto e la deportazione di più di duecento ebrei (che fossero vecchi, donne o bambini – anche di pochi mesi), finiti per la maggior parte nel campo di sterminio di Auschwitz. Deportazione cui i fascisti italiani diedero il loro orrendo contributo. E quanto mai incomprensibili possono apparire oggi - tra quelle atroci violenze - le vicende particolarmente odiose che videro il prelevamento dalla Casa di riposo di 21 ultrasettantenni assieme al rabbino capo della Comunità Adolfo Ottolenghi: proprio da quel campo di Ghetto, dove solo nel gennaio di quest’anno è stata posta una pietra di inciampo, a ricordo di tali tragici avvenimenti”.

Queste le parole del consigliere della Comunità Ebraica di Venezia, Enrico Levis, durante le celebrazioni per il 69° anniversario della liberazione. Liberazione che “Segnò un nuovo inizio per tutti gli italiani e che restituì a un’Italia disonorata un nuovo ruolo pieno di sogni e di speranze”.

Come ogni anno Venezia ha celebrato il 25 aprile, con una serie di iniziative organizzate dal Comune in collaborazione con le associazioni partigiane, il Comitato Coordinamento associazioni combattentistiche e d’arma, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea e la Comunità ebraica di Venezia. Tra le tante attività che ogni anno vengono organizzate anche il consueto percorso della memoria con la tradizionale deposizione delle corone di alloro davanti ai monumenti ai caduti per la libertà contro il nazifascismo: partito da Campo San Canciano, il corteo, composto da cittadini comuni e cappeggiato da una delegazione di partigiani, ha visitato le lapidi commemorative poste sulle case di sette martiri veneziani per la resistenza: Bruno Crovato, Luigi Borgato, Giuseppe Tramontin, Ubaldo Belli, Piero Favretti, Augusto Picutti, Manfredi Azzarita.

Una giornata per consolidare gli ideali di libertà e rispetto del prossimo culminata in Campo di Ghetto Nuovo per l’alzabandiera e la commemorazione ufficiale alla presenza del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, dell’assessore Tiziana Agostini e di Lia Finzi, presidente ANPI Sette Martiri Venezia.

La cerimonia è stata preceduta dal concerto degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori del territorio veneziano, “Dante Alighieri” e “Marco Polo”.

Per l’intervento integrale del consigliere Enrico Levis:

http://jvenice.org/it/home/item/celebrazioni-del-25-aprile-una-liberazione-che-diede-nuova-speranza-all-italia

 

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Tags: 25 aprile Comunità Ebraica Enrico Levis Giorgio Orsoni Jewish Community liberazione Venezia Venice

25Apr2014

Celebrazioni del 25 aprile: Una liberazione che diede nuova speranza all'Italia

Di seguito il testo integrale del discorso tenuto, in occasione del 25 aprile, dal consigliere della Comunità Ebraica di Venezia con delega alla cultura, Enrico Levis, intervenuto questa mattina in Campo del Ghetto, al termine del percorso della memoria.

Celebriamo qui assieme - oggi - i 69 anni dalla Liberazione dal giogo della dittatura. Liberazione che segna un nuovo inizio per tutti gli italiani e che restituisce ad un’Italia disonorata un nuovo ruolo pieno di sogni e di speranze.

Un inizio pieno di speranze, essendo stata veramente la Resistenza una lotta di popolo, senza distinzioni sociali, con una partecipazione attiva alla vita della collettività: il che non era stato invece per il periodo intercorso tra la realizzazione dell’unità italiana e la prima guerra mondiale.

Una partecipazione difficile da pensare oggi - con l’attuale crisi radicale della politica e, spesso, la mancanza di una qualche profondità storica che vada al di là di un piatto conformismo mediatico per il quale tutto appare sfumato o indistinto – tanto più dopo che una certa retorica resistenziale adottata da tanta parte dell’Italia postbellica aveva dovuto quasi compensare l’assenza di un autentico reale rinnovamento nella vita civile.

Per questo ancor più difficile può essere pensare oggi come - solo un anno prima della Liberazione, 70 anni fa appunto - a partire dalla notte del 5 dicembre ‘43 - Venezia avesse visto la frenetica caccia agli ebrei dalle loro case e dalla Casa di ricovero, con l’arresto e la deportazione di più di duecento ebrei (che fossero vecchi, donne o bambini – anche di pochi mesi), finiti per la maggior parte nel campo di sterminio di Auschwitz. Deportazione cui i fascisti italiani diedero - è giusto ricordarlo qui - il loro orrendo contributo.

E quanto mai incomprensibili possono apparire oggi - tra quelle atroci violenze - le vicende particolarmente odiose che - nell’agosto ’44 - videro il prelevamento dalla Casa di riposo di 21 ultrasettantenni assieme al rabbino capo della Comunità Adolfo Ottolenghi: proprio da questo campo di Ghetto, dove solo nel gennaio di quest’anno è stata posta una pietra di inciampo, a ricordo di tali tragici avvenimenti.

E il 25 aprile 1945 - con il ritorno frastornato e dolente della pace e della libertà – per la Comunità ebraica poteva iniziare finalmente una riaggregazione del tessuto sociale e dell’impalcatura politico-istituzionale, sia pure in un impervio cammino di reintegrazione nella vita civile e democratica, dopo che – con le leggi razziali del ’38 - ne erano stati sradicati.

I testimoni diretti di tali avvenimenti non ci sono più. Alla ricerca di ricostruire le esperienze di allora - oltre a tornare, come oggi, sui luoghi degli eventi - possiamo però volgerci alla letteratura - ad es. ad autori anti-retorici e classici come Italo Calvino o Luigi Meneghello che, mossi da una simile tensione etica, ci possono illuminare su quegli anni bui, aiutandoci a conoscerli e comprenderli con uno scrupolo storico e - sovente - un linguaggio ricco di poesia.

Sono queste le letture che preferiamo, rispetto ai tentativi recenti di delegittimare la figura di Primo Levi e la sua esperienza come partigiano. Tentativi simili sembrano, ahimè!, corrispondere all’attuale smania editoriale di rimpicciolire tutto, a partire - purtroppo - dal testimone/simbolo della deportazione degli ebrei italiani e - più in generale - della letteratura civile.

E’ Levi stesso a fornirci d’altra parte le notizie essenziali circa i primi difficili tentativi di aggregazione di una delle piccole formazioni passate alla clandestinità cui lui stesso si unì prima di venire catturato, ed avviato successivamente al campo di Fossoli e, quindi, di Auschwitz.

Per questo – al di là delle parole, a volte fuorvianti – quanto mai significativa mi sembra invece l’odierna partecipazione corale di tanti studenti delle Scuole veneziane che - con i loro canti - possono indicare in maniera diversa una strada comune da riagganciare e da riprendere, aiutando anch’essi a conoscere e rivivere una stagione tanto travagliata, in una generosa unione di intenti che dia voce e spessore alla fatica di un percorso pieno di drammi e di incertezze.

Enrico Levis, consigliere della Comunità Ebraica di Venezia

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13Feb2014

Cesare Vivante (1920 - 2014)

Cesare Vivante proveniva da un’antica famiglia di ebrei levantini, discendenti di quel Leon di Menachem Vivante, primo della famiglia nato a Venezia il 20 maggio del 1753. Insegnante di lettere presso istituti tecnici, a lungo si dedicò con dedizione al recupero del patrimonio monumentale artistico e storico degli ebrei di Venezia: per oltre vent’anni si occupò prima della biblioteca archivio Renato Maestro, come membro cardine del comitato di gestione della stessa, per poi seguire con grande attenzione tutti i lavori relativi al restauro delle sinagoghe e del cimitero ebraico antico del Lido che versava in un grave stato di abbandono.
Cesare, come tanti altri ebrei del tempo, ebbe una giovinezza travagliata: intrapresi gli studi presso il liceo classico Foscarini, nel 1938 con la promulgazione delle leggi razziste, dovette lasciare la scuola pubblica e trasferirsi alla neo istituita scuola ebraica della Comunità. Terminati gli studi, iniziò a lavorare in una fabbrica di vetro a Murano. L’impresa svolgeva però alcuni lavori per l’esercito e così venne licenziato e trasferito fortunosamente in un’altra fonderia.
Il 1943 fu un anno drammatico: la madre venne presa e deportata ad Auschwitz e lui, poco più che ventenne, dovette con estrema fatica fuggire da Venezia insieme alla sorella e alla cugina rifugiandosi in Svizzera fino alla fine della guerra.
Un uomo dal forte rigore nella ricerca, caratteristica che lo spinse in polverosi archivi di mezza Europa e oltre: da Venezia a Parigi, da New York a Corfù, alla ricerca delle sue radici familiari.
Il ricordo più vivido che serbo di Cesare Vivante risale al 2009, quando lo intervistai in riferimento al volume “La memoria dei padri”, dedicato proprio ai Vivante, presentato durante la Giornata di studio sugli ebrei di Corfù. Ricordo l’entusiasmo con cui mi descrisse gli oggetti appartenenti alla storia della sua famiglia esposti ordinatamente in una delle stanze della casa, la dovizia di particolari con cui presentò ogni passaggio di quell’opera che l’aveva accompagnato per più di trent’anni. Un racconto storico e familiare inframmezzato da infiniti aneddoti sulla Comunità Ebraica di Venezia, sulla Comunità di un tempo.
Ogni volta che una figura come quella di Cesare Vivante viene a mancare, con lui se ne va una parte fondamentale della nostra Qehillà. Una parte di storia, di memoria e di spirito di abnegazione verso la collettività.

Michael Calimani

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Tags: Cesare Vivante Comunità Ebraica Ghetto di Venezia Jewish Community Museo Ebraico Venezia

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