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Scola Canton

Scola Canton

La sinagoga prende il nome o dalla famiglia che la fece costruire oppure dalla sua ubicazione nel "canton" (in veneziano, angolo) del campo di Ghetto. Iniziata nel 1531e compiuta nel 1532 fu ampliata ed arricchita nei secoli successivi fino al 1780. Simile alla Scola Grande Tedesca, anch'essa di rito ashkenazita e ciò denota quanto numerosa fossa la Comunità che seguiva questo rito: del resto come già sappiamo dalla nota introduttiva, nel 1700 si parla di cinque sinagoghe di rito tedesco. Sul portale d'ingresso leggiamo la scritta: "L'anno della sua costruzione 5292 (1532) della sinagoga della Santa Comunità Canton". Le scale sono state rinnovate nel 1859.

Nel primo ingresso superiore una lapide eguale a quella posta sulle scale della Scola Tedesca: "Sgombra, o mortal, ogni malvagio affetto quando ad orar nel Tempio muovi il piede, pensa cui preghi e con devota fede volgi la mente al Tuo divin Subietto" è stata posta da Joab Fano nel 5602 (1842).

Sul secondo ingresso sta un verso tratto dai Proverbi di Salomone (8-34): "Beato l'uomo che mi ascolta e che è sollecito a presentarsi presso la mia porta ogni giorno". A sinistra di chi entra si presenta l'Arca Santa con una decorazione molto fitta e persino troppo pesante, mentre sulla destra il leggiadrissimo pulpito (tevà) con ornamenti in stile fiorito, sporge da un'abside poligonale sorretta da quattro originali colonne di rami intrecciati.

Il matroneo si trova qui sulla parete che sovrasta la porta d'ingresso, ma quasi non si nota, perché le proporzioni di questo piccolo Tempio sono così esatte che le grate del matroneo sembrano confondersi con il motivo ornamentale che corre lungo le pareti, al di sotto del cornicione. Varie scritte e lapidi ricordano le successive fasi dei restauri di questo prezioso Tempio.

Leggiamo sopra il portale d'ingresso che "alla fine di Elul (agosto-settembre) è stata terminata la doratura per onorare la Casa del Signore". La Santa Comunità Canton 5540 (1780). A destra dell'Aron si leggono due preghiere per l'uscita del Sabato e delle feste, mentre sui gradini sta una scritta: " Dono di Joshue Moshè in suffragio del fratello scannato come un capretto. Il giorno della sua nascita fu per lui un giorno duro. Nel suo 44esimo compleanno (il valore numerico della parola ebraica "sangue" equivale al 44) il suo sangue possa essere offerta di sacrificio davanti a Dio": Mordechai, figlio di Menachem Baldosa, mercoledì 9 Nissan. Sepolto il 26 di Yiar dell'anno 1672. ("Accetta con pietà, o Signore").

Sulle porte dell'Aron, come nella Scola Tedesca, all'interno sta inciso: "Keter Torah" (corona della Legge), al centro una corona e, sotto, i Dieci Comandamenti. Nelle formelle poste in alto, cominciando dalla parete di fronte all'ingresso, sono racchiuse iscrizioni e raffigurazioni tratte dalla Bibbia e relative a Mosè che fa scaturire le acque dalla rupe, all'altare dei sacrifici, al Mar Rosso, a Gerusalemme, ecc.

Lo scanno dietro al pulpito è "dono di Benjamin Marina di Consiglio", mentre una pietra nell'angolo a sinistra di chi guarda, è posta a ricordo dell'offerta di 180 ducati fatta da un certo Shelomò per la costruzione della Sinagoga nel 1532.

Uscendo leggiamo un ammonimento: "Ed ora tu torna, va in pace e non far del male". All'esterno, sulla strada, a sinistra una piccola lapide dice: "Molti sono i mali al malvagio, ma chi spera nel Signore è circondato di misericordia" (Salmi XXXII, 10).

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