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Scola Italiana

Scola Italiana

Eretta nel 1575, ultima in ordine di tempo delle sinagoghe costruite sotto la Repubblica di Venezia in Ghetto Novo, è chiaramente riconoscibile dall'esterno per le cinque grandi finestre ad arco che ricordano la Scola Grande Tedesca e per una cupoletta barocca ch sovrasta l'abside. In alto uno stemma con la scritta: "Santa Comunità Italiana nell'anno 1575" ed una piccola lapide a "ricordo della distruzione del Tempio". Vicino all'ingresso è ripetuta la scritta "Santa Comunità Italiana". Un piccolo portale e delle angustissime scale immettono nella sinagoga più semplice delle altre: prova, quasi certamente, delle modeste condizioni della Comunità di rito italiano.

Nel piccolo ingresso leggiamo un ammonimento di gusto ottocentesco: "Umile in atto e con sicura fede qui sui preci a depor venga ogni pio ed anco allor che volge altrove il piede sempre tenga il pensier rivolto a Dio". Nell'atrio della sinagoga oltre ad una lapide in memoria del Rabbino Izchaq Pacifico, leggiamo che il Tempio è stato rinnovato nel 5499 (1739) ed inaugurato nel 5500 ( 1740) dai "parnassim Cohen, Nizza e Osimo".

La Scola Italiana a forma di rettangolo poco allungato, ha un aspetto nobile e severo per la semplice austerità dei suoi banchi, per la notevole Arc Sacra ornata da eleganti fregi lignei e culminante in un pesante fastigio, per il bel pulpito settecentesco che sporge da un'abside poligonale.

Eleganti balaustre, con motivo ad archetti incrociati tipico dei mobili vneziani del '700, ornano le scale del pulpito, mentre le grate abbassate del piccolo matroneo richiamano quelle della Scola Canton. Alle pareti iscrizioni in oro su pietra scura riportano delle invocazioni a Dio e ripetono l'acrostico del nome dell'autore: "Avraham" per cui si chiede "Shalom", pace. Leggiamo sulla balaustra dell'Aron che è "opera e dono del giovane MenachemJoshua Guglielmi, fatto nel 5602-1842", mentre l'Aron è "dono di Benjamin Marina di Consiglio". Sugli sportelli dell'Aron sono incisi, come nelle altre Scole, i Dieci Comandamenti. Sotto la tevà (pulpito) leggiamo infine che: "è stata rinnovata la torre della Casa di Nostro Signore - 5549 (1789)".

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